lunedì 9 febbraio 2009

...un passo nella storia della nobilitazione dello stampato...

Riflessi dorati, lamine d'oro e d'argento che rendono preziosi e valorizzano prodotti editoriali, stampati commerciali, packaging, soluzioni cartotecniche. Nobilitare uno stampato con queste tecniche significa arricchirlo, dargli quel tocco in più che lo rende unico, elegante e pregiato.
Quest'arte è nata con i monaci legatori benedettini, che la praticavano manualmente con l'ausilio di strumenti specifici per "dorare" i manoscritti sacri più preziosi, come ad esempio la Bibbia.
Fin dalla nascita del sistema, infatti i monaci praticavano l’arte del “dorare” manualmente, mediante “ferri” più o meno semplici, dorso e quadranti della copertina dei libri, capilettera e miniature; la finalità era di impreziosire un’opera. Riconoscendo a questa tecnica manuale un grandissimo valore aggiunto, nel corso degli anni, sono state studiate e ricercate tecnologie moderne che potessero sostituire il lavoro artigianale.
Da questo nasce la stampa a caldo che come risultato finale nulla ha da invidiare al lavoro dei miniaturisti, ma ha allargato a svariati settori questa tecnica di nobilitazione.
Doratura, hot stamping, termoimpressione, stampa a caldo: termini diversi per esprimere un medesimo processo, che consiste nel trasferire, utilizzando una matrice o un clichè, un film di polisestere su un foglio di carta o cartone mediante un gioco di temperature e pressione.






Nessun commento:

Posta un commento