domenica 15 febbraio 2009

Serigrafia...altra nobilitazione dello stampato

Altra procedura per la nobilitazione dello stampato è la serigrafia o stampa serigrafica. Questo processo è una tecnica di stampa artistica di immagini su qualsiasi supporto o superficie mediante l'uso di un tessuto, su di una carta di qualsiasi tipo e su materiali diversi facendo depositare dell'inchiostro su un supporto attraverso le aree libere del materiale. Il termine "serigrafia" deriva dal latino "seri" (seta) e dal greco "grafein" (scrivere o disegnare), dato che i primi tessuti che fungevano da stencil erano di seta.

La serigrafia come tecnica artigianale e industriale è stata adottata anche in ambiti artistici e commerciali sin dai primi del Novecento. In ambito commerciale è usata principalmente per stampare immagini su tessuti di seta, T-shirt, foulard, cappelli, Cd, Dvd, ceramica, vetro, polipropilene, polietilene, carta, metalli e legno.

La diversa definizione delle tipologie di serigrafia dipende dalle procedure e dagli obiettivi; la serigrafia grafica è quella normalmente intesa per stampa pubblicitaria o di illustrazioni e grafici o disegni; la serigrafia industriale per applicazioni di decorazione funzionale e non solo decorativa (pannelli di comando, segnaletica stradale ecc.), serigrafia artistica è sia tecnica artistica che modalità operativa per riprodurre opere più vicine possibile all'originale.

Una volta disegnato o trasferito lo stencil sul telaio, questo viene posto sul supporto scelto, l'inchiostro viene poi posizionato sulla parte alta del telaio e con una spatola di gomma viene spalmato sull'intero telaio, comprese ovviamente le aree aperte al substrato. L'inchiostro passa attraverso gli spazi aperti e si deposita sul supporto (carta, tela, stoffa ad esempio). Il telaio viene quindi rimosso e il supporto viene fatto asciugare. Il telaio può essere riusato dopo essere stato pulito.

sabato 14 febbraio 2009

floccatura...nobilitazione dello stampato

Altro metodo per nobilitare uno stampato e renderlo sempre più prezioso è quello della floccatura.
La floccatura (o vellutazione) è la tecnologia che consente, tramite l’applicazione di microscopiche fibre sintetiche, di ricoprire plastica, metalli e legno con una finitura morbida e vellutata.

Il processo di floccatura avviene in 4 fasi:

1. applicazione a spruzzo del collante sul supporto;

2. deposizione del "flock" (fibre in poliammide) in una cabina elettrostatica che orienta correttamente le fibre;

3. asciugatura del collante;

4. spazzolatura ad aria compressa per rimuovere le fibre in eccesso.


Colori, spessori, “mano” del flock sono diversificati secondo le tipologie del prodotto, come ad esempio packaging floccato, magliette, cataloghi, depliant, pannelli...


giovedì 12 febbraio 2009

vernici...ulteriore passo nella nobilitazione dello stampato

Fino a questo momento abbiamo focalizzato la ns. attenzione alle stampe metalliche, oro e argento mediante la tecnica della stampa a caldo. Ci sono in realtà una molteplicità di tipologie per rendere prezioso uno stampato, come ad esempio la verniciatura.

Verniciare uno stampato ha sempre avuto un riferimento diretto alla protezione dello stesso, soprattutto nel settore cartotecnico e litocartotecnica, dove la stampa di una scatola, sia essa alimentare e non, viene eseguita con una verniciatura finale come protezione dell’imballo. Nel settore editoriale, invece, troviamo la verniciatura un processo di applicazione post stampa delle copertine di riviste e libri (oltre ovviamente la plastificazione) per proteggere e valorizzare l’edizione.
La verniciatura è diventata con il tempo una vera e propria nobilitazione dello stampato, passando così anche da prodotto di costo a prodotto di qualità. Nello stampato si trovano le più varie ed impensabili applicazioni e combinazioni possibili tra inchiostro e vernice. Le vernici si dividono per categorie di fabbricazione ed applicazione, ma tendenzialmente troviamo vernici acriliche, cioè a base acqua, e vernici UV.

Vernici UV

Attraverso la stampa U.V. possiamo stampare in offset, utilizzando inchiostri e macchinari appositi, su quei materiali catalogati come "difficili" fra i quali poliestere, prolipopilene, supporti metallizzati, PVC, particolari carte adesive, carte plastificate di qualsiasi tipo. Il processo di polimerizzazione avviene infatti molto velocemente (anche su supporti dove non c'è assorbimento), permettendo così velocità di stampa ed evitando problemi di controstampa. Inoltre la stampa U.V. risulta più lucida e brillante, con qualità altamente superiore alla tradizionale.

Vernici acriliche

Sono le vernici con le quali si ottengono risultata qualitativamente buoni con costi contenuti, tanto che nel corso degli anni hanno avuto uno sviluppo notevole creando le condizioni per cui oggi buon parte 

degli stampati siano verniciai in linea o fuori linea. 

L'essicazioni di queste vernici avviene con l'evaporazione della parte acquosa del prodotto lasciando sul supporto il rimanente solido. Questa essiccazione viene facilitata mediante forni IR o lame ad aria calda, che facilitano ed accelerano notevolmente i tempi di evaporazione dell'acqua.

mercoledì 11 febbraio 2009

Foil...procedimento di stampa, caratteristiche tecniche e uso

Il procedimento

Per spiegare il procedimento di stampa del foil prendiamo come campione una tipologia di prodotto: l'etichetta a trasferimento termico. Per essere stampate infatti necessitano di un foil, per il trasferimento della cera sulla carta stampata.Questo processo si attua mediante il passaggio tra la testina termica della stampante e l'etichetta. La testina scaldandosi trasferisce la cera (o la resina) sull'etichetta rendendo la stampa resistente lungamente nel tempo. Questo procedimento non è applicabile solamente per le etichette, bensì anche per altre tipologie di prodotto.

Le caratteristiche tecniche

Di foil ne esistono diverse tipologie, ma in genere il foil lo possiamo raggruppare sotto quattro categorie:

  • foil in cera: è il più economico e va bene per tutte le stampe a basso costo che richiedono soluzioni grafoche impegnative (caratteri piccoli e codici a barre molto complicati). E' da specificare però che la resa sui materiali speciali è assai scadente;

  • foil in cera 50% e 50% in resina: ha una qualità leggermente superiore a quello precedente e si adatta bene su quelle tipologie di stampe nelle quali si necessità di una indelebilità della stampa;

  • foil in resina: si usa quando si deve stampare un materiale speciale oppure quanto su carta di necessità di una indelebilità quasi assoluta;

  • foil in resina tessile: si usa quando è necessaria la resistenza della stampa anche all'abrasione, agli agenti chimici e alle intemperie. E' adatto a tutti i materiali speciali e a tutte le tipologie di carta.
Uso dei foil

Il foil come gia accennato è utilizzato nella produzione di diversi prodotti e può essere stampato su diversi supporti come: PVC (polivincloruro), PET (poliestere), PP (polipropilene), PE (polietilene), TNT (tessuto non tessuto).

Esempi di stampa foil sui materiali sopracitati



































La stampa a caldo...testimonianza di un'azienda

Una delle voci “d’oro” del complesso delle lavorazioni per la Nobilitazione dello stampato (prima parte) Da qualche tempo, parlando di serigrafia, stampa digitale o altre tecnologie di stampa abbiamo dovuto accennare alla “stampa a caldo” (o hot foil stamping): un sistema che, a buona ragione, può essere posto al centro di quelle lavorazioni che gli addetti ai lavori conoscono col nome di “nobilitazione dello stampato”. Infatti, se mentre alle altre tecnologie che fanno parte della “nobilitazione” di cui abbiamo parlato, anche recentemente, sulla nostra testata (la verniciatura, il glitter, il gratta e vinci, per esempio) può essere riconosciuta una serie di funzioni come l’irrobustimento della superficie stampata o quella dell’arricchimento dell’aspetto, al sistema della stampa a caldo dobbiamo riconoscere una capacità d’attrazione maggiore, un maggiore fascino, piacevolezza e – se vogliamo ricorrere ad espressioni del marketing – ad una più facile visibilità e memorizzazione del prodotto.



Una breve premessa “storica”

Fin dalla nascita del sistema, allorché i monaci legatori benedettini praticavano l’arte del “dorare” manualmente, mediante “ferri” più o meno semplici, dorso e quadranti della coperta del libro, piuttosto che i capilettera o le miniature, la finalità era di impreziosire un’opera. Riconoscendo a questa tecnica manuale un grandissimo valore aggiunto, nel corso degli anni, sono state studiate e ricercate tecnologie moderne che potessero sostituire il lavoro artigianale. Da questo nasce la stampa a caldo che come risultato finale nulla ha da invidiare al lavoro dei miniaturisti, ma ha allargato a svariati settori questa tecnica di nobilitazione.


PROVIAMO ORA AD APPROFONDIRE L’ARGOMENTO CON QUALCHE DATO TECNICO GRAZIE ALL’AIUTO DELLA DOTTORESSA SIMONA BERTOLA E DEL SIGNOR LUCA PRETTI DELLA OROPRESS DI MILANO, UN’AZIENDA CHE GENERALMENTE DISTRIBUISCE FOILS PER LA STAMPA A CALDO SELEZIONATI DAI MIGLIORI PRODUTTORI MONDIALI O PRODOTTI DAGLI STESSI SU PROPRIA LICENZA.

La làmina (foil, o nastro)

La lamina (in un certo senso, il corrispondente dell’inchiostro nella stampa tradizionale) è un supporto estremamente sottile costituito da quattro, talvolta anche cinque, substrati. Lo strato superiore, detto top, è il substrato di supporto. Generalmente è costituito da un film di poliestere (per applicazioni speciali – non grafiche –considerate di basso profilo, può essere impiegato anche il polipropilene). Lo strato di supporto ha uno spessore fra 12 e 14 micron anche se, per specifiche esigenze, può essere richiesto con spessori più alti fino a 35 micron. Il secondo substrato è detto strato separatore o distaccante e svolge il ruolo di elemento debole della làmina in quanto funge da elemento di distacco durante la fase di impressione e trasferimento. Si tratta di un sottile film di cera che trattiene il substrato di contrasto (il colore del foil) sul supporto di poliestere, fintanto che il calore non la ammorbidisca, permettendone così il rilascio e, quindi, il trasferimento sul supporto da decorare. Il terzo substrato è costituito dallo strato di contrasto, ossia della parte colorata che caratterizza cromaticamente il foil (e che è denominata anche lacca). La lacca può essere assimilata ad una vernice composta da un veicolo a base solvente nel quale vengono dispersi pigmenti di origine minerale o sintetica. Dalla sua formulazione e dalle materie prime utilizzate dipende la qualità del foil. Questo substrato determina la differenza tra i vari prodotti finiti esistenti sul mercato si in termini di costanza, di applicazione e di prezzo. Il quarto ed ultimo supporto è costituito da uno strato adesivo (hot melt) la cui funzione è di permettere all’elemento di contrasto di ancorarsi al supporto da stampare. L’adesivo, di tipo termofusibile viene attivato dal colore ed a contatto ed impresso sul supporto, raffreddandosi, vi aderisce. Le formulazioni sono differenti in funzione delle caratteristiche del supporto da stampare. Il polimero che costituisce l’hot melt determina quindi l’idoneità del prodotto.

La gamma dei colori delle làmine

Negli ultimi anni si è notevolmente ampliata. Ai tradizionali oro e argento, si sono affiancate altre versioni. A questo scopo e per maggiore chiarezza, ecco uno schema che riassume le varie possibilità cromatiche oggi disponili sul mercato: a) pastelli: tinte a superficie opaca in tutte le possibili versioni, tenui ed intense, coprenti e semicoprenti; b) metallizzati: tinte brillanti e satinate ottenute per metallizzazione sotto vuoto; c) smalti: tinte ad effetto brillante ottenute mediante pigmenti di tipo perlescente iridescente; d) olografici: effetti ottenuti mediante la tecnica di riproduzione olografica e) fantasia: effetti multicromatici ad imitazione legno, marmorizzati, ecc.

Gli spessori delle làmine


Sono diversi, subordinabili alla lavorazione prevista (carta, plastica, pelle, gomma, ecc.) e strettamente collegati al substrato di supporto. In linea di massima si tratta comunque di spessori che vanno da un minimo di 12 a 35 micron.



Il processo di stampa

Il sistema di stampa a caldo è un procedimento rilievografico, il trasferimento della lamina può essere effettuato con: a) presse che possono essere di tipo meccanico, pneumatico o oleopneumatico secondo il tipo di lavorazione; b) macchine “tipografiche” che, di fatto, sono molto simili alle macchine da stampa, ma che utilizzano invece dell’inchiostro, la làmina. Sulle macchine è montato un cliché che può essere realizzato in magnesio, in acciaio, in ottone o in silicone. Una volta montato sulla macchina di stampa, il cliché è portato ad una temperatura variabile da 90 a 200° centigradi (le differenze di temperatura sono strettamente collegate alla natura del cliché, alle velocità di stampa e, soprattutto, al tipo di supporto da decorare). Per effetto del calore trasmesso dalla matrice posta in contatto con il foil ed il supporto, lo strato distaccante fonde liberando, quindi, l’elemento di contrasto dal legame con il film. Contemporaneamente, il calore attiva lo strato adesivo che, pressato sul supporto, vi aderisce. Le tipologie dei processi di stampa possono essere quelle di tipo piano, di tipo piano-cilindrico o rotative. Esistono poi macchinari studiati per determinate esigenze relative alla forma del supporto da stampare. I sistemi possono essere: · di tipo manuale · di tipo semiautomatico · di tipo automatico.

Con quali macchine è prodotta la làmina?

Di base sono macchine per stampa rotocalco opportunamente modificate dove i classici cilindri stampa, invece che le incisioni che riproducono la grafica da stampare, sono lisci e permetteranno il rilascio dei materiali descritti in precedenza.

Per concludere, una veloce presentazione della OroPres...

“La OroPress è un’azienda nata nel 1952. Il comm. Nereo Prando, imprenditore nel settore prodotti vernicianti, per caso viene a conoscenza dell’esistenza di foils speciali per la stampa a caldo. Convinto delle possibilità di sviluppo di questa tecnica non inquinante incomincia una collaborazione con un’importante produttore americano (All Pur pose USA) e sigla un accordo per la distribuzione dei suoi prodotti in Italia. Il mercato si consolida, vengono contattati vari altri fornitori e selezionate famiglie di foils tra il meglio della loro produzione. Per alcuni anni, maturata una buona esperienza, affiancati dalla All Purpose USA, viene creato un reparto produttivo la All Purpose Italia che verrà poi chiuso in quanto la capacità produttiva era limitata e quindi non interessante. Importante è la collaborazione con la ditta giapponese OIKE, produttrice di foil specifici per materie plastiche che ci ha permesso di occupare una posizione preminente fra i fornitori del packaging cosmetico di lusso. L’operatività, per anni, è stata delegata al Sig. Luigi Bombana che è stata una persona di riferimento nel mondo della stampa a caldo. Oggi la gestione è affidata alla Dott.ssa Simona Bertola affiancata dalla Sig.ra Nerea Prando.”

...e il loro pensiero sulla situazione del Mercato della stampa a caldo, oggi.

“Possiamo, senza dubbio, parlare di una situazione sufficientemente attiva, ci dice la Dottoressa Bertola. Infatti, come abbiamo già detto, l’evoluzione di questa tecnica ha ampliato i campi di applicazione e se in alcuni settori tradizionali c’è stata un po’ di stasi, in altri, come il settore del packaging, delle etichette, della pelle, stanno chiudendo l’anno con un buon incremento. Quella della stampa oro è comunque un’applicazione che sta vivendo una specie di seconda vita grazie alla sua riscoperta da parte della pubblicità per le sue capacità di personalizzare e rendere più accattivante il prodotto.”

Articolo di: Nino Fichera

lunedì 9 febbraio 2009

...un passo nella storia della nobilitazione dello stampato...

Riflessi dorati, lamine d'oro e d'argento che rendono preziosi e valorizzano prodotti editoriali, stampati commerciali, packaging, soluzioni cartotecniche. Nobilitare uno stampato con queste tecniche significa arricchirlo, dargli quel tocco in più che lo rende unico, elegante e pregiato.
Quest'arte è nata con i monaci legatori benedettini, che la praticavano manualmente con l'ausilio di strumenti specifici per "dorare" i manoscritti sacri più preziosi, come ad esempio la Bibbia.
Fin dalla nascita del sistema, infatti i monaci praticavano l’arte del “dorare” manualmente, mediante “ferri” più o meno semplici, dorso e quadranti della copertina dei libri, capilettera e miniature; la finalità era di impreziosire un’opera. Riconoscendo a questa tecnica manuale un grandissimo valore aggiunto, nel corso degli anni, sono state studiate e ricercate tecnologie moderne che potessero sostituire il lavoro artigianale.
Da questo nasce la stampa a caldo che come risultato finale nulla ha da invidiare al lavoro dei miniaturisti, ma ha allargato a svariati settori questa tecnica di nobilitazione.
Doratura, hot stamping, termoimpressione, stampa a caldo: termini diversi per esprimere un medesimo processo, che consiste nel trasferire, utilizzando una matrice o un clichè, un film di polisestere su un foglio di carta o cartone mediante un gioco di temperature e pressione.






domenica 8 febbraio 2009

...metodi per rendere prezioso uno stampato...

Ci sono diversi metodi e strumenti per rendere prezioso un qualsiasi stampato. Alcuni di questi che analizzo in questo momento sono: la stampa a caldo, il foil e il clichè. E precisamente:

  • STAMPA A CALDO: tecnica di stampa diretta con matrice rilievografica (punzone). Un nastro con colore termotrasferibile è interposto tra la matrice riscaldata e il foglio. La pressione e il calore trasferiscono il grafismo sul rapporto.







                                                            


FOIL: pellicola di poliestere sulla quale viene depositato il pigmento che si desidera stampare.






CLICHE': lastra metallica o di materiale plastico incisa con procedimenti fotochimici per la riproduzione tipografica di degni e fotografie. 


...il perchè di questo blog...

Ciao a tutti!!!
ho pensato di aprire questo blog, in quanto penso che oggigiorno siamo invasi da una miriade di varietà di pubblicità cartacea. Il problema della stessa è che usualmente, per non dire quotidianamente, ce la ritroviamo nelle nostre bussole delle poste, sui nostri giroscali...e la prima cosa che facciamo è quella di non leggerla nemmeno e stracciarla nel primo cestino che incotriamo sulla nostra strada.
A mio parere, se la pubblicità cartacea non fosse così scontata e banale, forse la gente si fermerebbe a leggerla e analizzarla per un acquisto futuro.
E' per questo motivo che ho sentito la necessità di aprire questo spazio di riflessione al fine di avere uno scambio di opinioni su questo tema...
Secondo voi se la carta straccia che ci troviamo sempre davanti ai nostri occhi fosse più preziosa e tattile, avrebbe lo stesso risultato? e ancora... se le aziende spendessero lo stesso quatitativo di denaro, magari stampando meno copie, e aggiungendo valore aggiunto alla propria pubblicità cartacea, non è che forse avrebbero maggiori riscontri con la gente comune?...